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Tappa #5: della polvere del mondo

Schermata 2016-02-10 a 20.13.24Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris“. A Passau entriamo in una splendida libreria antiquaria, in angolo, nella piazza del duomo. La tiene aperta una coppia, marito e moglie. Hanno migliaia di volumi, alcuni molto antichi, antichi come i loro movimenti, aggraziati, con passi che fanno solo leggermente scriocchiolare le assi del pavimento di legno scuro. Prima di parlare di “affari”, ci chiedono chi siamo, da dove veniamo. I librai fanno così. Dovrebbero, almeno. IMG_5374The voyages of Doctor Dolittle“, capolavoro di Hugh Lofting, in una meravigliosa edizione illustrata inglese – Butler&Tanner – del 1921, è il libro che loro scelgono per me, Marco, mentre Ivano si concentra su Shakespeare. Apro con delicatezza le prime pagine. L’ex libris è una piccola Stella di Davide. Per chi, come noi, ha appena visitato il campo di Auschwitz è qualcosa che toglie il fiato.
Penso subito alla gioia del bambino che ricevette in dono il libro. A lui che sfogliò quelle stesse pagine, per lasciarvi il segno indelebile del suo ex libris. Penso anche che oggi siamo passati dall’ex Cortina di Ferro, che un tempo segnava il confine tra la libertà e il suo contrario. Oppure tra la realtà e l’illusione di un mondo migliore. E che adesso è completamente cadente, abbandonata a se stessa e alle cure di due poliziotti cechi che sorvegliano gli eccessi di velocità.
Ecco, “memento homo“, è la giornata di oggi, le Ceneri ci ricordano che cosa siamo. Ma vale soprattutto per le cose. Non per le persone. Tengo in mano il libro del Dottor Dolittle, di un bambino, nel 1921. Tutto resta. Tutto. Nulla va perduto. La felicità, la gioia, un piccolo ex libris sono sufficienti per segnare un passaggio sul mondo. Per far sì che cento anni dopo un perfetto sconosciuto ne accarezzi la polvere e lo riporti in vita.IMG_5373
Il libraio sorride, mentre con il dito scorro sulla velina delle illustrazioni. Sempre con dolcezza ci dice che è giunta sera e che devono chiudere.
Porto a casa il libro, che ha la stessa importanza della polvere, perché è polvere del mondo.
Esattamente come siamo noi.
Indispensabili.
“Come un’acqua, il mondo filtra attraverso di noi, ci scorre addosso, e per un certo tempo ci presta i suoi colori. Poi si ritira, e ci rimette davanti al vuoto che ognuno porta in sé, davanti a quella specie d’insufficienza centrale dell’anima che in ogni modo bisogna imparare a costeggiare, a combattere e che, paradossalmente, è il più sicuro dei nostri motori” (Nicolas Bouvier, “La polvere del mondo“).

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