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Lavori stradali

“Tesserino, prego?”
L’uomo che mi sta chiedendo il tesserino da giornalista è un barista di Brennero, grazioso e ordinato borgo che si affaccia sull’omonimo Passo, a poca distanza dall’uscita autostradale.
Mi chiede il tesserino perché io gli ho fatto una domanda in merito ai lavori che il governo austriaco ha dato mandato di compiere sull’autostrada. Ciò che a tutti gli effetti costituisce la riattivazione della frontiera del Brennero (oltre che una palese sospensione del Trattato di Schengen).
Mi chiede il tesserino e io glielo mostro (me lo porto sempre dietro, in queste occasioni), così, per il gusto di metterglielo sotto i baffi. A dire il vero, la domanda l’avevo fatta ad una delle due bariste che ci hanno servito al bancone un paio di caffè. Loro si sono guardate allarmate e hanno avvertito il titolare. L’uomo con i baffi, appunto, che ora sta controllando il tesserino, come se fosse autorizzato a farlo in forza di una qualche autorità. Che non avrebbe.
“Però non c’è niente, qui… Niente di niente. Non stanno facendo niente, se andate a vedere sembrano solo dei lavori di manutenzione. Scrivetelo, sui vostri giornali”, si raccomanda.
Lo scriveremo, certo. Non si deve preoccupare. Scriveremo, appunto, che gli austriaci stanno facendo questa cosa, camuffati da operai della manutenzione stradale. L’impressione è che in un posto dove c’è un centro commerciale che ha l’ingresso in Italia e l’uscita in Austria (o viceversa), questa trovata sia una colossale buttata propagandistica. In Austria hanno le elezioni presidenziali e, ovviamente, il tema dei migranti e del loro controllo è al centro del dibattito. Per cui i lavori sull’Autobahn in direzione Innsbruck rientrano nel gioco delle parti. Altrimenti occorrerebbe pensare che a Vienna ritengano plausibile che i migranti – magari i siriani – per oltrepassare la frontiera utilizzino l’autostrada. Peccato che i dati affermino semmai il contrario e cioè che è dall’Austria che lo scorso anno sono transitati circa 2000 migranti clandestini, in direzione dell’Italia. E non viceversa.
Comunque, da qualunque parte la si guardi, questa faccenda puzza di pasticcio a distanza: il barista che sospetta di tutti e chiede tesserini a vanvera; i gestori degli autogrill preoccupati per il prossimo arrivo delle “manifestazioni degli anarchici”; il fornaio che teme per il turismo; il benzinaio che è “d’accordo, fanno bene a pensare di fermarli, ma non così. Così è ridicolo”.
“E allora cosa dovrebbero fare?”, chiediamo.
Lui alza gli occhi al cielo.
“E che ne so”, dice alla fine. “Non faccio mica il politico, io”.
Nel frattempo, la stazione dei treni di Brennero è presidiata dall’esercito (sono Alpini) e da un certo numero di Carabinieri. Non ci sono migranti, tutto sembra piuttosto tranquillo. Come abbiamo letto, il problema potrebbe essere che questa geniale idea risvegli le mai sopite rivendicazioni sul Grande Tirolo, messe alla frusta dalla rinascita della frontiera.
La Chiesa pare abbia espressamente vietato di utilizzare propri terreni per costruire barriere, piazzole di controllo o quant’altro, dando prova che almeno qualcuno da quelle parti dimostra un minimo di lucidità. Intorno a noi, montagne ancora innevate sulle cime osservano maestose l’evolversi dei fatti. Tanto, da Vipiteno a Innsbruck ci saranno almeno altre dieci strade che evitano il blocco in costruzione. Che somiglia tanto al tentativo di raccogliere l’acqua del mare con un cucchiaino. Un operaio ci saluta, alzando la mano, mentre si adopera per rimuovere un guardrail. Tra tutti quelli che abbiamo incontrato, sembra il più tranquillo.
C’è tensione, nell’aria, al Brennero. Una tensione che si percepisce diffusa, negli sguardi delle persone, nel come le coppiette affrettano il passo non appena le avvicini dichiarandoti “giornalista”. Una tensione che ancora non è suffragata da alcuna prova dei fatti. Ma è come se qui stessero aspettando qualcosa. Qualcosa che nessuno sa se poi avverrà davvero: chissà se realmente, da qualche parte, al di là di quelle cime, spunteranno i Tartari.
Tutto è silente, come le montagne fuori stagione.

 

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